L'Edilizia abbandona la recessione solo con la riqualificazione strutturale Stampa E-mail

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Roma , 23 giugno 2017. - Il settore edilizio sta uscendo dalla recessione, grazie soprattutto alle riqualificazioni strutturali ed energetiche degli edifici. E' quanto emerso nel corso "Sicurezza e sostenibilità nell'era della convergenza digitale", organizzato a Napoli dal Distretto Stress per celebrare i sette anni di attività nel settore dell'innovazione per le costruzioni. "Nel 2016 - ha afferma Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme - il settore delle costruzioni ha arrestato la sua caduta e avviato una nuova fase uscendo dalla recessione iniziata nel 2008. A trainare la ripresa sono, in questa fase iniziale: il comparto della riqualificazione del patrimonio esistente, la nuova stagione per le opere pubbliche, un po' rallentata dall'avvio delle norme del nuovo codice ma con buone basi; l'edilizia non residenziale". Secondo le stime del CRESME, il 73% del valore del mercato delle costruzioni italiano è ormai prodotto dalla manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio esistente. La nuova edilizia residenziale è scesa in Italia sotto i 15 miliardi di euro con un calo del 70% rispetto al picco precedente la crisi. L'attività di manutenzione e riqualificazione del patrimonio esistente interessa anche il comparto dell'edilizia residenziale pubblica e le opere del genio civile. La riqualificazione del patrimonio esistente è oggi prevalentemente micro, nello scenario futuro si allargherà, a alla rigenerazione delle città e alla manutenzione del territorio", ha aggiunto Bellicini. E proprio sulle città è intervenuto Ambrogio Prezioso, Presidente dell'Unione degli Industriali di Napoli e Coordinatore tavolo nazionale Confindustria per la rigenerazione urbana. "Nel mondo le regioni metropolitane sono i veri motori dello sviluppo e dominano nello scenario della competizione globale dei territori. L'80% del PIL mondiale si origina in aree urbane, dove vive anche la maggioranza della popolazione mondiale visto che dal 2007 la popolazione urbana (54%) ha superato quella rurale che secondo l'Onu fino al 2045 la popolazione urbana crescerà da 3,9 a 6 miliardi di persone. Anche in Italia le aree metropolitane assumono peso sempre maggiore, e offrono grandi opportunità in termini di crescita economica, attrazione di investimenti e competitività, ma da noi ci sono ben 13 città metropolitane normativamente individuate e tali solo sulla carta e appena 3 di esse, Roma, Milano e Napoli, hanno densità e "dimensione" davvero metropolitana, con più di 3 milioni di abitanti.
 

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