La scadenza IMU 2022 è ormai prossima, con il termine fissato al 16 dicembre, ma forse occorre ricordare che non tutti i proprietari degli immobili sono tenuti ad effettuare il versamento.

Esistono, infatti, casi in cui non si risieda nella “prima casa” ma per cause di forza maggiore. Chiediamo, ad esempio, cosa succede nel caso in cui non si ha la residenza nella prima casa perché sono in corso lavori di ristrutturazione o, ancora, nel caso di militari.

Imu prima casa residenza entro 18 mesi

La legge è chiara: i benefici prima casa vengano mantenuti anche nel caso di mancato trasferimento della residenza entro 18 mesi nell’abitazione acquistata con i benefici prima casa, purché ciò avvenga per cause di forza maggiore e, in questa circostanza, rientriamo appunto nella casistica dei lavori di ristrutturazione di un immobile. Va però precisato che che il periodo di 18 mesi decorre dalla data del rogito, sia in caso di ristrutturazione che di una casa in costruzione.

Abitazione principale ai fini Imu

Ai fini dell’imposta municipale il ragionamento però è diverso: anche in questo caso la legge è chiara ““l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente”. Tale previsione normativa indica quindi la necessità di pagare l’Imu con le aliquote corrispondenti decise dal Comune e secondo i codici tributo prestabiliti, in quanto verrà considerata come seconda abitazione sino al momento in cui sarà effettivo il trasferimento della residenza.

Come non pagare l’Imu prima casa se non si è residente?

Chi dà in affitto la prima casa è tenuto al pagamento dell’Imu sulla stessa, nello stesso modo in cui si considera una seconda abitazione. Esistono però delle agevolazioni, precisamente una riduzione pari al 50% 50% della base imponibile dell’Imu nel caso in cui la casa venisse concessa in comodato a parenti in linea retta e sarebbe il caso di genitori-figli. Anche in questo caso però, onde evitare la presenza di “furbetti”, il contratto deve essere registrato, il comodatario deve utilizzare l’immobile come abitazione principale e il proprietario deve avere la residenza nello stesso Comune dove è situato l’immobile concesso in comodato.

Chi ha diritto all’esenzione Imu prima casa?

L’ultima novità riguarda la doppia esenzione per i coniugi che abitano in immobili diversi: si tratta di una novità ripristinata grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale. Gli immobili, in tal caso, devono essere ubicati in Comuni distinti a patto che rispettino il principio della residenza e della dimora abituale.

Come prima casa bisogna pagare l’Imu?

Dall’esenzione IMU sono totalmente esclusi gli immobili, benché prima casa, considerati di lusso: vale a dire case signorili, ville e castelli che rientrano nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

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