Una nuova tegola sul mondo della formazione regionale. Con una stringata pec gli uffici preposti della Regione Campania hanno fatto sapere che nel mese in corso non sarà possibile sostenere esami.

Questo il contenuto della mail che ha mandato nel panico quanti attendevano la fine delle vacanze per poter concludere il proprio percorso di studi e cominciare magari ad affacciarsi nel mondo del lavoro: “Si comunica che, per motivi organizzativi degli uffici, la programmazione degli esami di settembre è momentaneamente sospesa. Appena possibile si procederà ad una nuova calendarizzazione degli esami che verrà comunicata agli Enti interessati”.

E mentre gli studenti si chiedono quale possono essere i motivi organizzativi che bloccano gli uffici c’è dall’altra parte della barricata chi si pone domande ben più complicate: le agenzie formative.

A prendere la parola è Luca Lanzetta, presidente del Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate: “Non si possono fermare gli esami 48 ore prima del loro regolare svolgimento. Soprattutto non si può fare di tutta l’erba un fascio, sapendo bene che gli Enti di formazione non sono tutti uguali e che non lo è nemmeno la loro utenza”.

Una situazione che genera una serie di gravi ripercussioni come sottolinea il presidente: “Chi prende questo tipo di decisioni -prosegue Lanzetta- non si rende conto che blocca un intero comparto. Fermare l’attività delle agenzie formative, vuole dire dimenticarsi che quest’ultime sono imprese e come tali soggette a tutta una serie di costi. Su tutti i  fitti dei locali dove si svolgono le attività e ovviamente gli stipendi dei dipendenti e dei contrattisti: così facendo ci si chiede quanto tempo sarà possibile resistere”.

In attesa di risposte concrete, Lanzetta conclude invitando nuovamente al dialogo l’Ente di via Santa Lucia e suggerendo idee per ottenere maggiore qualità: “Una situazione di stallo che deve fare riflettere gli utilizzatori finali. E’ arrivato il momento nel quale la Regione Campania deve dare indicazioni agli utenti sulla buona formazione, invitando a diffidare di percorsi eccessivamente facili ed economici. Occorre vigilare sul rispetto dell’obbligo di frequenza, già introdotto nei corsi, e diffidare degli Enti che chiudono un occhio”.

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