Si continua a parlare del futuro della professione dell’agente immobiliare dopo il covid. L’evoluzione digitale improvvisa e necessaria ha reso il futuro già presente. L’innovazione è già naturalmente un bisogno indotto dal business, ma se si fosse dovuto attendere la lenta evoluzione verso il digitale ci sarebbe voluto più tempo.
Secondo un’indagine condotta su un campione di 500 agenti immobiliari, il 92% degli intervistati ha utilizzato l’online, realizzando un passo significativo verso il superamento del cartaceo.  C’è stata poi una vera corsa all’uso dei video: se nel 2017 erano il 33% gli agenti intervistati che ne facevano uso, oggi sono l’81,6%. Abbiamo poi l’advertising sui social, cresciuto di una decina di punti, e il virtual tour, che nel 2017 era usato solo dal 18% degli intervistati e oggi è salito al 45,3%.
Non è tutto: tra gli altri strumenti utilizzati abbiamo la messaggistica, in particolare WhatsApp usato dall’89,3% degli agenti intervistati sia per i messaggi che per le videochiamate insieme a Zoom.
Dal punto di vista invece della gestione delle pratiche, firma elettronica e registrazione telematica sono state utilizzate rispettivamente dal 20% e dal 37,6% degli intervistati, mentre l’accesso al sistema di visure e planimetrie on line è usato dal 40% per velocizzare il lavoro anche con le restrizioni.
Ovviamente si riscontra un bisogno di tornare al fisico, allo scambio di idee in presenza, non dimenticando gli strumenti adottati ma trovando un nuovo equilibrio tra digitale e mondo offline. Il processo di digitalizzazione ormai riguarda tutto il mercato: ci sono delle agenzie che nascono già digitali, ma tutte le agenzie prima o poi andranno in quella direzione se vorranno stare al passo nell’innovare i processi. La differenza la farà il modo con cui ogni agenzia riuscirà a migliorare l’esperienza degli utenti finali: sarà quello il campo dove si giocherà la concorrenza.

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