Anche le Aste immobiliari tirano le somme dell’anno appena terminato. Si è lavorato praticamente 8 mesi su 12 considerando che sia marzo che giugno hanno risentito del lockdown che ha azzerato completamente l’attività sia ad aprile che a maggio.

Nel corso del 2020 in Campania ci sono state 5.734 aste immobiliari per un totale di 5.062 immobili.  Il Valore medio per ogni offerta si è assestato sui 131.419 euro. In media con le altre regioni con grossi centri urbani come Lombardia e Lazio e decisamente avanti al Piemonte.
Di questi 2.885 hanno riguardato immobili residenziali per un valore medio di cica 240mila euro per immobile. 437 lotti in vendita invece hanno visto protagonisti terreni dal valore medio di 30mila euro.

È ancora Roma la provincia con il maggior numero di immobili all’asta con 4.472 lotti seguita quest’anno da Perugia con 3.032 lotti Ancona con 2.993 lotti. Quarto e quinto posto per Milano con 2.859 e Bergamo con 2.737 lotti, che perdono rispettivamente il secondo e il terzo posto che occupavano nel 2019. Risulta invece essere Trieste la provincia con il minor numero di immobili all’asta con solo 68 lotti.
A livello regionale invece è la Lombardia ad aver avuto il maggior numero di lotti all’asta con 15.754 lotti, complessivamente il 16,5%, seguono la Sicilia con 9.257 lotti ovvero il 9,7% e infine il Lazio con 7.349 lotti che equivalgono al 7,7%.
Dall’analisi inoltre emergono profonde differenze di prezzo tra i lotti del Nord Italia rispetto a quelli del Sud. Ad esempio mediamente i lotti in vendita ad un prezzo più alto sono gli immobili non residenziali in Trentino Alto Adige, la cui offerta minima media è di 293.270 € mentre quelli ad un prezzo più basso sono i terreni in Basilicata, per i quali l’offerta minima media è di 30.096 €.
Cresce la modalità di vendita online: il distanziamento sociale e più in generale i divieti di assembramento e le misure adottate per evitare l’aumento dei contagi ha portato anche il settore Real Estate delle aste immobiliari ad adottare strumenti digital per adattarsi ai cambiamenti in atto nella società. Nel 2020 sono infatti diminuite del -22% le modalità di vendita fisica presso il venditore in favore di un aumento medio dell’85% delle vendite in via telematica.

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