Dalla teoria alla pratica. Riaperte le sedi di lavoro, gli agenti immobiliari fanno i primi conti con la situazione generata dalla pandemia. Inevitabile valutare quanto questa situazione inciderà sul bilancio delle famiglie italiane, che hanno una quota di risparmi nel mattone. Si cerca di valutare quali saranno le ripercussioni sulle stesse agenzie immobiliari, sui piccoli negozi ma anche sugli studi professionali.

Nel complesso il settore, che nei dati elaborati da Scenari Immobiliari vale per fatturato 129,5 miliardi di euro, vedrà nel 2020 un ridimensionamento del 18,3%.

Inevitabile pensare a proposte per arginare la crisi. Da quelle più scontate come i recuperi di crediti d’imposta, sgravi dell’Imu e moratorie sui mutui ipotecari a quelle che si ritengono più efficaci e che sono state invocate per mesi come la cedolare secca sui contratti esistenti per i negozi, un modo per tassare meno le locazioni e permettere così ai proprietari di rivedere il canone. Anche perché richieste per rivedere gli affitti ne giungono ogni giorno sul tavolo di proprietari e associazioni.

Un’altra misura da considerare potrebbe essere quella di estendere le garanzie già previste per le micro e Pmi nel Decreto Cura Italia anche agli organismi di investimento collettivo del risparmio il cui patrimonio sia investito in immobili adibiti all’esercizio di attività che sono risultate sospese a seguito dell’adozione delle misure di contenimento.

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