La Banca Centrale Europea ha lasciato i tassi d’interesse invariati: il tasso principale resta fermo allo zero, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,50%. Lo comunica la Bce.

Come deciso nella scorsa riunione del Consiglio direttivo, tenuta a settembre, gli acquisti netti riprenderanno nell’ambito del programma di acquisto di attività (PAA) del Consiglio direttivo a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro a partire dal primo novembre. Lo scrive la Bce nella nota che fa seguito alle decisioni di politica monetaria aggiungendo che il Consiglio direttivo si attende che gli acquisti “proseguiranno finché necessario a rafforzare l’impatto di accomodamento dei suoi tassi di riferimento e che termineranno poco prima che inizierà a innalzare i tassi di riferimento della Bce”.

La Banca centrale europea resta pronta a modificare tutti i suoi strumenti monetari per far risalire l’inflazione, e ritiene che sia necessaria una “posizione altamente accomodante” ancora a lungo, di fronte ai rischi per la crescita e lo scenario inflazionistico. Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi durante la sua ultima conferenza stampa dopo otto anni alla guida dell’Eurotower. Per lo scenario economico dell’Eurozona, avverte Draghi, “i rischi restano al ribasso”. “Di fronte alle prospettive indebolite e alla prevalenza di rischi al ribasso, i governi che hanno spazio di manovra di bilancio devono agire in modo efficace e tempestivo”: così Draghi, tornando a spingere per una politica più espansiva da parte di Paesi come la Germania. Il presidente della Bce ha nuovamente invitato i Paesi ad alto debito a una politica “prudente”. “Il rischio principale è un downturn (recessione) dell’economia, che sia globale o dell’Eurozona”. Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi.

“Purtroppo, tutto ciò che è accaduto dalla decisione di politica monetaria di settembre ha mostrato abbondantemente che la nostra determinazione ad agire tempestivamente era giustificata” ha detto il presidente della Bce riferendosi agli ultimi dati macroeconomici. “Non c’è stata alcuna reazione da parte mia” alle critiche espresse pubblicamente contro il pacchetto di politica monetaria di settembre, e fra i critici, al consiglio di oggi, “uno ha invitato all’unità e alla piena realizzazione del pacchetto, un altro ha detto che il passato è passato”.

“Come mi sento? mi sento come qualcuno che ha cercato di rispettare il mandato nel miglior modo possibile” ha concluso spiegando di non aver rimpianti su quanto fatto negli otto anni del proprio mandato. Draghi ha anche detto di non voler dare consigli a Christine Lagarde, chiamata a succedergli dal 1 novembre.

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