La parola Casa e tutti i suoi derivati nel mondo dell’economia e dell’immobiliare è la grande assente dei punti programmatici presentati dal presidente del consiglio Giuseppe Conte.
Se fossero i lavoratori del settore immobiliare a dover votare la fiducia ad un programma del genere, non ci sarebbero dubbi sull’esito delle votazioni.

Drammatico che al momento di stilare il programma per rilanciare l’Italia, sempre più schiacciata da crisi ed Europa, nessuno si sia ricordato di scrivere un rigo per un settore che rappresenta addirittura il 20% del Pil.

Gian Battista Baccarini presidente della Fiaip

Non a caso a fare sentire la sua voce ci ha pensato il presidente della Fiaip Gian Battista Baccarini che ha sentenziato: “Dal 2011 (Governo Monti) la casa è stata usata come Bancomat da tutti i Governi che via via si sono succeduti, se veramente si vuole dare una svolta all’economia Italiana favorendo la crescita, si pensi a come eliminare o quanto meno abbassare i 23 miliardi di tassa patrimoniale che vengono pagati ogni anno dagli Italiani proprietari di casa”.

L’Italia è l’unica nazione europea che ignora l’esistenza dell’immobiliare. Spagna, Francia ed anche la derelitta Grecia hanno leggi e politiche che fruttano punti di Pil, senza voler scomodare la Germania, basterebbe copiare loro come si tenta di fare in altri settori.

 

 

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