Campania sempre più regina dei Distretti Turistici. La perimetrazione di zone a vocazione ricettiva prevista dal Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del turismo, vede la regione in prima linea nel riconoscimento delle zone che vorrebbero beneficiare da quanto previsto al momento dell’istituzione. Sono già ventiaquattro i territori perimetrati ed a disposizione dei potenziali investitori.

L’obiettivo del Distretto Turistico è quello di creare un sistema territoriale integrato che superi la dicotomia fra pubblico e privato in modo da organizzare in modo unitario l’offerta turistica, mettendo a disposizione servizi efficienti e di qualità. In zone lacerate dalla crisi economica è fondamentale la ricerca di nuove linee strategiche sulle quali investire. Occorre rafforzare le zone costiere, rilanciare le aree interne, attraverso l’organizzazione di un’offerta turistica di qualità, il tutto per rivitalizzare l’intera economia regionale. A fronte di fenomeni globali e locali come il depauperamento del sistema industriale e la crescente delocalizzazione produttiva, la valorizzazione del patrimonio naturalistico, artistico, culturale ed enogastronomico, può rappresentare un’irripetibile opportunità di ripresa, forse l’unica, per l’economia locale.

I vantaggi del Distretto Turistico sono tanti: agevola gli operatori nel fare rete, favorisce la loro crescita professionale insieme ad una cultura turistica collettiva. Questo strumento consente di tutelare giuridicamente le imprese che vi aderiscono, rendendo meno complicato l’accesso al credito, creando maggiori opportunità di investimento e semplificando i rapporti con le pubbliche amministrazioni. Piccole e medie imprese, enti locali ed altri soggetti pubblici, associazioni di categoria e tutti i soggetti che concorrono alla formazione dell’offerta turistica hanno finalmente la possibilità di fare sistema per meglio rispondere alle esigenze del mercato, sostenere la cooperazione tra le imprese, migliorare l’organizzazione dei servizi e promuovere nuovi modelli di sviluppo.

Inoltre è possibile godere di agevolazioni finanziarie concordando il volume dei tributi con gli enti locali. Agevolazioni amministrative nell’accesso ai vari contributi dalla regione all’Europa. Ed infine agevolazioni fiscali. All’interno del Distretto Turistico si attivano sportelli unici di coordinamento delle attività delle agenzie fiscali e dell’INPS per favorire le relazioni con gli aderenti. Inoltre sono zone a burocrazia zero, una evoluzione delle zone franche urbane.

Oggetto del seminario su turismo ed accoglienza sarà anche il periodo di ottima forma attraversato dai Bed and Breakfast.

Anche il centro storico della città di Napoli si sta adeguando. Sono in tanti ad aver optato per trasformare in “Bed and Breakfast” gli immobili a disposizione invece che utilizzarli per andare ad abitarci.

Una scelta utile per quanti hanno deciso di utilizzare l’immobile in questo modo invece di locarli a persone o famiglie in grado di pagare serenamente la pigione. Ormai anche Napoli da tempo si è adeguata all’esempio delle altre città d’Italia, dove gran parte del centro storico è utilizzato proprio per l’ospitalità. Non parlarei però di svuotamento a vantaggio della nascita di queste strutture. Non ci sono numeri così rilevanti. Chi investe lo fa soprattutto per cercare il modo giusto di fare fruttare l’immobile. I bassi non sono abitabili per cui non troveremo mai Bed and Breakfast in questo tipo di locali e non c’è modo di trasformarne la destinazione d’uso.

La Campania è stata la prima regione a fare una legge sui distretti turistici. Solo con la rimozione dei vincoli burocratici si può partire con convinzione per la riconversione immobiliare.

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