Potrebbe essere la qualità l’arma vincente per spingere verso l’alto l’indice dei prezzi delle città  di tutta la regione Campania, a cominciare proprio dal capoluogo Napoli che, tranne in alcune zone circoscritte, non riesce a risollevarsi.

Per comprendere il presente nel migliore dei modi, occorre sempre partire dal passato ecco perché è importante  sottolineare un aspetto: I prezzi a partire dall’anno 2002 e fino al 2007 si sono gonfiati a dismisura ed hanno proseguito così fino all’arrivo della crisi. Poi c’è stata la corsa verso il basso fino a raggiungere costi che oggi sono praticamente i valori reali. Cifre che continuano a restare tutto sommato assestate in attesa della difficile risalita.

Per quello che riguarda la frequenza ed il numero di compravendite che riguardano il capoluogo regionale e soprattutto i quartieri della Napoli bene il discorso è abbastanza scontato: Occorre tenere presenta  che i gusti dei napoletani sono cambiati. Non c’è più la ricerca di immobili dalle grandi pezzature. Invece in vendita ci sono tanti appartamenti che sfiorano anche i duecento metri quadrati. Nelle zone buone della città, immobili simili fanno crescere il prezzo fino ai 500mila. Invece quelli più richiesti dai 70 ai 100mq sono davvero pochi. Impensabile accendere mutui per cifre intorno al vecchio miliardo di lire. Chi ha la disponibilità economica sceglie di orientarsi verso la quadratura più piccola.

Ovviamente chi ha voglia di acquistare qualcosa di nuovo, deve lasciare la città e spostarsi in posti come la provincia di Avellino.  Inoltre chi deve compare una casa già datata è cosciente che serve anche un notevole intervento di ristrutturazione. Lavorare su opere preesistenti  comporta spese intorno ai 400-500 euro al metro quadrato. Così la tendenza resta quella di fare una ripulita e occupare l’immobile rendendolo quanto più confortevole possibile. Molto spesso si preferisce rinunciare ad abitare il centro città e concentrare i capitali per comprare nei dintorni. Senza contare che la città è tutta un cantiere e non consente di viverla con la giusta serenità.

Per cercare di creare attrattori non resta che puntare sulla qualità. L’unica cosa che serve. In passato ci sono stati progetti per risanare il patrimonio immobiliare e su questa strada occorrerebbe ritornare. Non dimentichiamo che il progetto “Sirena” era solo sulle facciate degli edifici, mentre quelli napoletani hanno bisogno di cure nelle fondamenta. Occorre investire su questo per dare anche sicurezza, i ricordi di Casamicciola sono recenti. Anche perché fare muovere l’edilizia e l’immobiliare vuole dire fare stare in moto l’economia. Il vecchio progetto prevedeva che 1/3 della spesa fosse a carico del pubblico e 2/3 del privato. Occorre ritrovare gli incentivi, magari sfruttando dove possibile anche il sisma bonus. Anche se ad essere sincero, io di fronte ad una casa da ristrutturare completamente al centro della città ho preferito qualcosa di nuovo altrove.

Sommarietto: i gusti dei napoletani sono cambiati. Non c’è più la ricerca di immobili dalle grandi pezzature. Quelli più richiesti vanno dai 70 ai 100mq ma purtroppo sono davvero pochi.

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