Deposito prezzo, questo sconosciuto. La Legge sulla Concorrenza (n.124/2017) ha predisposto il cosiddetto “deposito prezzo dal notaio” (legge n.124/2017 art. 1, co. 63 e ss.). Una norma secondo la quale, quando avviene la compravendita di un’abitazione, i soldi vanno al notaio fino al momento della trascrizione della vendita e, quindi, fino al definitivo passaggio di proprietà. Per Fiaip è una di quelle leggi delle quali non si sentiva assolutamente il bisogno. A fare chiarezza sui passaggi fondamentali di questa norma ed a meglio spiegarlo agli agenti immobiliari e non ci pensa il notaio Ludovico Maria Capuano di Napoli.

Secondo quanto stabilito dalla legge sulla Concorrenza, al momento dell’acquisto della casa, tutte le somme corrisposte dall’acquirente al venditore o a titolo di pagamento delle imposte devono confluire su un apposito conto del notaio destinato proprio a ricevere detti importi.

“Questa legge –spiega Capuano-   è stata introdotta per offrire l’opportunità di consegnare  da parte di una delle parti interessate, il prezzo concordato (o parte di esso) nelle mani del notaio finché non vengono espletate tutte le formalità di registrazione e di trascrizione. Una norma  fatta a tutela dell’acquirente perché, anche se in casi rarissimi, può capitare che il venditore venga meno chiedendo più di quello pattuito o viceversa che il compratore voglia versare meno di quanto stabilito. Anche se i casi che si sono verificati si possono contare con le dita di una mano, la legge vuole offrire una possibilità di tutela che preveda ogni caso. Per questo dal mio punto di vista guardo la norma in maniera positiva, come una sicurezza in più per le parti.   Deve essere  l’agente immobiliare nel momento che la trattativa sta entrando nella sua fase decisiva a informare le parti di questa opportunità poi formalizzata in sede di stipula dal notaio stesso”.

Per la corretta applicazione di questa legge, il notaio deve avere un conto corrente dedicato sul quale far confluire il denaro ricevuto dai clienti per il pagamento delle imposte dovute per l’acquisto di casa o altri immobili. Chiaramente  la legge impedisce al notaio di utilizzare tali importi per fini differenti se non per il versamento delle tasse.

La norma varata nel 2013, fino al 29 agosto 2017 non aveva mai trovato esecuzione per la forte opposizione della Fiaip e di tutta la filiera dell’immobiliare.  Il Governo è comunque riuscito a farla “passare”,  introducendo la volontarietà delle parti.

Il deposito del prezzo al notaio continua ad essere considerato da Fiaip una legge inutile e dannosa alla filiera immobiliare. Una legge che crea una disparità fortissima tra le  parti, che fino alla sua introduzione erano bilanciate. La sua applicazione rischia di creare notevoli problemi a quei venditori che intendono vendere la propria abitazione per comprarne subito un’altra: sarà quasi impossibile per chi vende casa impegnarsi all’acquisto di un nuova abitazione, non potendo contare sul denaro proveniente dalla vendita del proprio immobile. Gravissimo il fatto che gli interessi maturati sul conto corrente del notaio anziché essere restituiti al venditore vengano trattenuti dallo Stato, che di fatto ha varato una nuova tassa sulla proprietà immobiliare.

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