In Italia quattro italiani su cinque sono proprietari della casa nella quale vivono: una percentuale più alta della media europea dove sono in media il 70% e ancora meno in alcuni paesi come Germania (52%), Gran Bretagna (64,6), Francia (64,3%). A fotografare la situazione (dati 2016) il centro di ricerca Ref per il Rapporto Coop 2017. Prime le regioni del Sud: in testa il Molise con il 93,1% di proprietari, seguito da Abruzzo (88,1%), Basilicata (87,3%), Sardegna (87,6%). Ultimi in classifica valdostani (72,2%) e campani (70,3%) con percentuali comunque più alte della media Ue.

Un fattore che la dice lunga anche sulle grandi attese che ci sono su confort ed ubicazione. Ecco perché è facile comprendere il fatto che nella mente degli italiani la casa continua a vivere su due universi paralleli. Da un lato il vorrei ma non posso, dall’altra la dura realtà di quelle esistenti sul mercato viste, una dopo l’altra, nella speranza che si avvicini il più possibile a quella ideale. Ad aumentare la confusione nella mente di quanti devono per forza di cose avviarsi verso il rogito, arrivano anche le classifiche ideali. L’ultima in ordine di tempo è quella di un noto marchio che ha reso noto stili, comportamenti ed abitudini degli abitanti del Bel Paese nell’anno in corso.

Ne emerso un quadro interessante, vale la pena addentrarsi nelle risposte per comprendere se combaciano con il punto di vista personale. Per la maggioranza degli intervistati la casa deve avere le seguenti caratteristiche: essere comoda, attenta ai consumi, sana e sostenibile. Questa la linea principale emersa dall’Osservatorio sulla Casa 2019, l’indagine  giunta alla quinta edizione.

In particolare, l’indagine ha evidenziato cinque pilastri dell’abitazione ideale indicati nelle risposte degli italiani all’Osservatorio sulla Casa 2019:

  • la casa ideale deve essere comoda da vivere;
  • la casa ideale deve aiutare a risparmiare con il controllo delle spese di manutenzione e dei consumi;
  • la casa ideale deve rappresentare un ambiente sano;
  • la casa ideale deve essere eco-sostenibile garantendo il minor impatto possibile sul territorio;
  • la casa ideale deve essere anche smart, ovvero arricchita con le migliori soluzioni della domotica.

Il desiderio di una abitazione sana e la volontà di affermare anche nelle scelte abitative i principi di sostenibilità rappresentano tendenze in forte crescita, che indicano un cambiamento diffuso sul modo di intendere la qualità della vita e la qualità del proprio abitare.

Anna Comincini, responsabile dell’Area ricerca di Habitante che ha realizzato la ricerca in collaborazione con l’Unione dei consumatori, ha sottolineato: “Per la prima volta quest’anno vedo gli italiani effettivamente interessati a questo ambito ecologico all’interno della casa. E sempre di più gli italiani si pongono come importante l’utilizzo per le costruzioni di materiali e di prodotti che siano ecologici e nello stesso tempo facciano bene alla salute delle persone che ci abitano. E questo secondo me è una cosa interessante per tutte le aziende che operano nell’ambito casa”.

Accanto alle luci, però ci sono delle ombre. L’indagine, infatti, ha evidenziato il fatto che riguardo al rispetto dell’ambiente solo il 39% del campione è soddisfatto dei materiali di costruzione per le rifiniture interne e solo il 34% sceglie pitture naturali per dipingere le proprie pareti. Non solo. In base a quando emerso, a quanto pare la casa smart stenta a decollare e la gestione innovativa della casa fatica ad emergere.

 

Tutti desideri paralleli a quello principale che continuerà a crescere. Infatti il mercato immobiliare  è ripartito e continuerà a crescere quest’anno e il prossimo fino a raggiungere la cifra di quasi 600 mila compravendite (597 mila). E’ la previsione contenuta nel Rapporto Coop 2017 basata su dati immobiliari elaborati dal Ref. Nel 2016, le compravendite immobiliari erano state 534 mila.

Ma a medio termine però le cose potrebbero cambiare: “nella concezione dei millenials la casa si spoglia del suo contenuto di bene e cassaforte di famiglia, per diventare servizio”,sostiene il rapporto e “secondo alcune proiezioni entro i prossimi 10 anni un terzo di coloro che oggi sono acquirenti andranno a riversarsi sulla locazione”.

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